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  Il Ritorno Dei Lali Puna E Le Uscite Morr

Per la Morr Music il 2010 si preannuncia come un anno di uscite da tenere d'occhio. Intanto Our Inventions dei Lali Puna, il ritorno più atteso. Ma anche The Go Find con Everybody Knows e i Seaber con We built A Fire. Conto alla rovescia partito...


 

  Raster-Noton Showcase: Tutto Ma Proprio Tutto Sul Signor Schmidt

Torino, sala Espace, per Musica 90 il 31 ottobre c’era lo showcase della Raster-Noton. E per attitudine, fiducia, e location la notte di Halloween noi eravamo lì.

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  Live! Live! Live! : My Awesome Mixtape (L'Intervista)

Il live dei My Awesome Mixtape è tutto ciò che un live deve essere. Ma come funziona? Come lo preparano, cosa usano, come compongono i brani che eseguono? E come sono arrivati a fare tante date in Europa questi ragazzi? Lo hanno detto a noi... (clicca leggi tutto per la parte II dell'intervista!)


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  Mùm: Sing Along To Songs You Don’t Know + Intervista

I Mùm tornano alla Morr e Sing Along to Songs You Don’t Know suona quasi come un secondo inizio. Nel solco dell'Islanda che conta (quella dei Sigur Ròs) e con una nuova freschezza. Noi li abbiamo anche incontrati. Leggi l'intervista...


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  Ramona Falls: Knopf To The Max!

Torna Brent Andrew Knopf e debutta con un disco solista a nome Ramona Falls. Non se ne era di fatto mai andato? Sia come sia lui e il suo Deeler, programmato con Max, e i suoi amici sparigliano il gioco…

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  Keith Haring, Diari

Leggere di un artista che si racconta come fa Keith Haring nei suoi Diari è interessante per chiunque produca qualunque arte, e poi qui si parla di cultura digitale, Andy Warhol, Micheal Jackson e la sua coda, Rambo e Keats... 

E’ opinione di chi scrive che da sempre vi siano basi comuni a ogni atto creativo. E che la velocità, tratto essenziale del secolo scorso ed esponenziale di questo, avvicini di pù ancora estetiche e metodi.

Per questo motivo leggere di un artista che si racconta come fa Haring nei suoi Diari è interessante per chiunque produca qualunque arte.
Del resto lo stesso KH riflette sulla lettura delle biografie degli aristi che ammira e le definisce "sua principale fonte di istruzione" e quando riflette sulla creatività lo fa ad ampio raggio, riprendendo Keats anche: “L’eccellenza di qualsiasi arte è la sua intensità”.

Il diario è diviso per anni, i primi sono i più interessanti. Nella seconda parte ,quando è ormai affermato, KH ha meno tempo ed energie per scrivere e si limita per lo più a una cronaca spesso ultrasintetica. Della seconda parte però rimane il motivo umano del countdown di un artista che sa che l’aids non gli darà molto tempo. E l’assottigliarsi delle pagine,  sapendo quale sarà il motivo della fine della lettura, è toccante.

Argomenti e citazioni:

ARTE E CRITICA

“Nessun artista fa parte di un movimento. A meno che non sia un seguace. E allora non è necessario e della sua arte non abbiamo bisogno”.

“Un artista ha un’ambizione impossibile, il suo fallimento è scontato”.

“La maggior parte dei critici scrive solo per difendere le proprie idee e le proprie tesi precedenti”.

ANDY WARHOL / LA CULTURA DIGITALE

Alla morte di Warhol KH gli dedica alcune pagine e pensieri. Lo reputa un precedente autorizzante della sua (e di molta) arte. L’artista recente più importante dopo Picasso sono le sue parole. Un maestro per una generazione di artisti “cresciuta con la televisione e che capisce la cultura digitale”. Ed Haring parla di computer e usarli per disegnare, di come il concetto di pixel e il suo modo di disegnare avessero punti in comune e delle potenzialità future del fotoritocco digitale (!).

MICHEAL JACKSON (PROPOSTA PER UNA CODA)

Parlando della sua ammirazione per Jacko KH fa alcune osservazioni: “Ha negato la finalità della creazione di Dio e l’ha presa nelle sue mani […] utlizzando la chirurgia plastica e la tecnologia moderna. È completamente waltdisneyzzato […] un esempio più sano di Rambo o di Ronald Reagan. Penso che sarebbe molto più figo se andasse fino in fondo e si facesse fare le orecchie a punta o aggiungere una coda o qualcosa del genere”

PER UNA POETICA

Tra i passi migliori dei Diari lo sforzo elencativo di Keith di definire una poetica, ciò che lui definsice “la porzione chiamata poesia”. E da questa lunga lista – di alcune pagine -  si può apprendere molto dei suoi tempi, modi e influenze.
La porzione chiamata poesia (citazioni estratte:) è “Burroughs e Ginsberg e Giorno al piano di sopra al Mudd Club, è leggere Sainte Genet di Sartre sulla metropolitana andando al lavoro a Queens, sono i libri della biblioteca della School Of Visual Arts tutta l’estate, è Patty Smith nell’album Big Ego, è lasciar saltare i dischi per dieci minuti e pensare che è bellissimo, è trovare dei volantini sul peccato che sono in sé dei poemi, è Jonas Beach alla domenica. È Matisse. È conversazioni e rapporti superficiali, è parlare di come tutta l’arte sia pretenziosa, è  sistemi che ricordano altri sistemi.”

 

Keith Haring, Diari.     
Arnoldo Mondadori Editore
Milano, 2001; br., pp. 344, ill.
(Piccola biblioteca Oscar).


 

  Sotto Le Foglie La Musica (Italiana…)

Brown And The Leaves / Mattia Del Moro è una promessa. E in Landscapes ci sono tutte le premesse per dire che si mantenerrà. Prendetelo. E magari direte un giorno: Brown? Lo seguo dagli inizi…

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